POLIMERIZZAZIONE

POLIMERIZZAZIONE

Le mole diamantate prodotte tramite polimerizzazione di materiali resinoidi devono la loro esistenza allo sviluppo dei carburi cementati, metalli estremamente duri, difficili da lavorare. Attualmente le mole diamantate si stanno sempre più introducendo in campi precedentemente considerati di dominio esclusivo degli abrasivi convenzionali. Questo fatto può essere spiegato con la crescente complessità delle macchine utilizzate, con le tolleranze più strette e con le migliori finiture superficiali richieste. Un altro fattore che allarga l’impiego delle mole diamantate è la realizzazione di nuovi materiali che possono essere lavorati con successo solo con l’impiego del diamante o cbn. Ci si riferisce in particolare ai cermet ed alle superleghe, che sono per la maggior parte ultraduri e fortemente abrasivi. Sebbene il costo iniziale delle mole diamantate sia generalmente più elevato rispetto a quelle abrasive convenzionali, le notevoli riduzioni dei tempi di lavorazione determinano costi generali di produzione notevolmente più bassi. Per ottenere prestazioni economiche ottimali nella lavorazione con utensili in diamante, è indispensabile possedere alcune conoscenze di base sulle proprietà e sul comportamento in diverse condizioni di lavoro.

I leganti

Il conglomerato abrasivo delle mole diamantate resinoidi è costituito da una massa di granuli di diamante legati da appropriate sostanze agglomeranti. Questi possono essere a base esclusivamente resinoide oppure miscelati con additivi inorganici o cariche metalliche.

I leganti resinoidi sono costituiti generalmente da resine fenoliche ad alto grado di resistenza meccanica e termica, modificate con un certo numero di additivi. Tali miscele unite alla polvere di diamante vengono stampate a caldo e sotto pressione; durante il processo di riscaldamento la resina fonde e polimerizza, conglobando il diamante ed i riempitivi in un conglomerato solido. Le mole ad agglomerato resinoide trovano vasto impiego nella rettifica dei carburi metallici grazie alla loro capacità di asportazione ed alla notevole durata, questa caratteristica fa sì che si ottengano elevati tassi di produttività minimizzando i costi di rettifica.

Granulometria e concentrazione

La granulometria, ovvero la dimensione dei granuli di diamante, più indicata per la lavorazione viene stabilita principalmente in funzione del grado di finitura o asportazione che si vuole ottenere sul pezzo lavorato. Il criterio adottato per identificare la grana nelle nostre mole diamantate è quello internazionale FEPA. Le concentrazioni delle mole diamantate si esprimono in carati per centimetro cubo e rappresentano il rapporto tra il peso del diamante contenuto nella mola e il volume della fascia diamantata.

Esiste una distinzione netta tra le qualità di diamante destinato alle mole con legante di tipo metallico e quello da impiegarsi con il legante resinoide. Nel primo caso i granuli di diamante devono avere una friabilità bassa e devono rappresentarsi compatti, con superfici lisce. Quelle invece usati per i leganti a base resinoide devono avere generalmente un aspetto più irregolare e devono essere relativamente friabili. Nel caso di leganti resinoidi i granuli di diamante possono essere rivestiti da uno strato specifico di metallo, facilitando l’ancoraggio del granulo al legante e favorendo lo scambio termico durante la lavorazione.
Le polveri di nitruro cubico di boro (CBN o borazon) vengono usate principalmente per la rettifica di acciai temprati, acciai inossidabili ed acciai legati.